Piccoli… ma non periferici. Come internet cambia nei Comuni minori

Piccoli… ma non periferici. Come internet cambia nei Comuni minori

Servizi smart, abitudini digitali identiche e connessioni sempre meno di serie B. Vivere fuori città cambia il valore che diamo alla rete.

Piccoli a chi? Per anni tutti quanti ci siamo abituati a convivere con l’equazione “comune minore” uguale “connessione più lenta”. E mica era una considerazione così campata in aria, se consideriamo il tempo che il nostro Paese ha impiegato per colmare il digital divide con gli altri Paesi UE.

Ora però il vento sembra essere cambiato, ed è bene cominciare a prendere confidenza con un altro storytelling. Secondo la Relazione annuale AGCOM 2026, alla fine del 2025 la copertura delle reti FTTH – la fibra che arriva direttamente dentro casa – ha raggiunto il 77,6% delle famiglie italiane, con una crescita di 6,9 punti percentuali in un solo anno. E una parte importante dell’espansione della rete sta interessando proprio i territori meno densamente popolati, anche grazie agli interventi pubblici per la Banda Ultralarga.

Ed è un cambiamento che magari farà meno rumore, ma pesa forse ancora più che nelle città. Perché qui Internet non significa soltanto guardare un film in streaming più velocemente: può accorciare alcune delle distanze che continuano a caratterizzare la vita quotidiana “di confine”.

Servizi pubblici, acquisti, formazione, lavoro, intrattenimento e relazioni: tutto ciò che può permettere a un territorio di periferia di continuare a vivere in un presente che corre letteralmente alla velocità della fibra.  

La nuova geografia della banda ultralarga

La mappa della connettività italiana, come detto, ha finalmente imboccato la strada giusta. Considerando quel 77,6% di famiglie italiane connesse in FTTH, l’analisi territoriale evidenzia come la crescita si stia spostando verso le aree meno urbanizzate.

La Commissione Europea, lo ricordiamo, classifica i territori dei diversi Paesi in aree bianche, grigie e nere per definire – in base soprattutto alla densità abitativa – dove il mercato può sviluppare autonomamente le reti e dove invece è necessario l’intervento pubblico.

Ecco, guardando all’Italia i numeri ci dicono che, se le Aree Nere (quelle più densamente abitate) ospitano il 50,2% del totale di famiglie connesse, sono le Aree Grigie ad aver fatto la voce grossa, trainando la crescita dell’ultimo anno. Risiede qui il 14,2% delle famiglie oggi connesse in FTTH, e mancano solo 8 punti percentuali per arrivare al completamento.

Bene anche le Aree Bianche, quelle cosiddette “a fallimento di mercato” perché poco redditizie per gli operatori privati rispetto agli investimenti necessari. Qui, dove a investire tocca all’ente pubblico, vive il 13,2% delle famiglie italiane connesse in FTTH, con un residuo 4% di famiglie ancora da raggiungere.

Più connessi significa chiedere servizi migliori

Portare la fibra in un piccolo comune però è solo il primo pezzo del puzzle. Perché quando cambia l’infrastruttura cambiano anche le abitudini – e le aspettative – di chi la utilizza.

E anche qui i numeri raccontano che lo scenario sta già cambiando. Secondo ISTAT, nel 2025 il 29,1% degli utenti Internet italiani ha utilizzato i siti della Pubblica Amministrazione per accedere a informazioni personali; il 26,6% ha utilizzato siti o app pubbliche per prenotare un appuntamento, con una crescita di 3,5 punti percentuali rispetto al 2024. Un altro 25,3% ha scaricato o stampato online moduli ufficiali.

Ed è proprio nei comuni minori che questa possibilità può assumere un valore particolare. Un servizio digitale efficiente è indispensabile se per l’alternativa “fisica” bisogna percorrere chilometri. Internet non avvicina fisicamente i servizi, ma può ridurre il numero di occasioni nelle quali essere lontani significa necessariamente doversi spostare.

Il cambiamento, peraltro, sta avvenendo anche dall’altra parte dello schermo. Già nel 2022 il 70,4% dei Comuni italiani permetteva di completare interamente online almeno un servizio pubblico locale, dall’avvio della pratica fino alla conclusione.

E oggi ANCI e Dipartimento per la Trasformazione Digitale stanno monitorando proprio questa evoluzione con la Mappa dei Comuni Digitali: alla prima rilevazione hanno partecipato quasi 4.000 Comuni, rappresentativi di circa il 75% della popolazione italiana.

Si crea così un circolo interessante: più cittadini possono accedere facilmente alla rete, più utilizzano i servizi digitali; più questi entrano nelle abitudini quotidiane, più cresce la richiesta che anche il proprio Comune sia semplice e immediato quanto gli altri servizi che utilizziamo online.

Dove vogliamo vivere?

La domanda che, in particolare dopo il Covid, abbiamo cominciato a porci è proprio questa. Ha ancora senso vivere vicino a dove dobbiamo andare ogni giorno per studio, lavoro, salute o necessità burocratiche?

Per mesi durante la pandemia milioni di persone hanno lavorato, studiato, acquistato, seguito corsi, parlato con amici e parenti e utilizzato servizi senza muoversi da casa, scoprendo che una parte della nostra vita può svolgersi indipendentemente dal luogo in cui ci troviamo.

Oggi a tutto questo si aggiunge il tema del caro affitti e dell’emergenza abitativa, che sebbene non stiano ancora determinando una vera “fuga dalle città”, certamente contribuiscono a rendere molto più attrattivo ciò che sta fuori dai grandi centri.

Ed è qui che il recupero infrastrutturale dei piccoli comuni smette di essere soltanto una buona notizia nelle statistiche sulla copertura e comincia ad avere conseguenze sulle scelte delle persone. Essere distanti, insomma, non significa più essere tagliati fuori da ciò che conta. 

Non esiste più la connessione “di provincia”

Ed eccoci forse al cambiamento più potente di tutti. Siamo stati abituati per anni a pensare alla qualità della rete come direttamente proporzionale alla vicinanza dai grandi centri. Minima distanza, massime aspettative.

Oggi questo ragionamento ha molto meno senso. La FTTH cambia infatti radicalmente il paradigma rispetto alle vecchie connessioni in rame: la fibra arriva direttamente fino all’abitazione alla massima velocità e senza dispersioni, permettendo di offrire ovunque prestazioni al top.

Questo non significa che il digital divide sia scomparso. Il lavoro per completare la copertura continua, ma già oggi sono tantissimi i luoghi in provincia dove si può navigare da campioni.

Oggi per esempio la fibra Ovunque Start che arriva fino a 10 Giga è disponibile in 25 Comuni del territorio, da Vicenza fino a Zermeghedo e passando per  Albettone, Alonte, Barbarano Mossano, Brendola, Bressanvido, Castegnero Nanto, Castelgomberto, Colceresa, Cologna Veneta, Gambugliano, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Monteviale, Montorso Vicentino, Nanto, Orgiano, Pozzoleone, Sandrigo, Sarego, Schiavon, Sossano, Sovizzo, Trissino, Villaga, Vicenza e Zermeghedo.

Velocità insuperabile allo stesso prezzo per sempre: da 29,90 al mese con router incluso (e upgrade gratuito per i clienti Ovunque).

Vicini anche arrivando Ovunque

Offrire sempre le migliori tecnologie di connessione sul mercato, ma con una vicinanza davvero a chilometro zero dal punto di vista dell’assistenza, dell’attenzione al territorio, del lato umano. Questo è da sempre il nostro impegno, oltre che ciò che ci distingue dai grandi operatori.

Un impegno racchiuso nel nostro nome. Perché per essere Ovunque bisogna essere prima di tutto vicino a voi.

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