Aumenti fibra, il 2026 inizia in salita. Ma non Ovunque.
La denuncia delle associazioni consumatori: stangata da quasi 700 euro a famiglia. Tranne per chi ha il prezzo bloccato per sempre.
Anno nuovo, vecchi giochetti. Per le tariffe della fibra ottica infatti l’avvio del 2026 è a tutti gli effetti in salita, almeno da parte dei soliti noti.
E il combinato disposto con tutte le altre voci al rialzo nel bilancio familiare – pedaggi, assicurazioni, carburante – offre un quadro mica da ridere: secondo le stime di Federconsumatori e le segnalazioni del Codacons parliamo di 672 euro in più all’anno per famiglia.
Rincari fibra ottica, sempre la stessa storia
Il copione è sempre lo stesso: i grandi operatori ricorrono alla modifica unilaterale del contratto, quella che nel linguaggio comune chiamiamo rimodulazione. Prima attirano con un prezzo conveniente, poi – quando si diventa cliente “storico” – il canone sale, giustificato da formule vaghe come “investimenti sulla rete” o “mutate condizioni di mercato”.
Il risultato? La fedeltà viene penalizzata e pianificare le spese diventa sempre più complicato.
Aumenti fibra 2026, gli operatori coinvolti
Finita la “guerra dei prezzi”, tempo di recuperare i margini da parte dei maggiori operatori sul mercato. Spesso gli aumenti vengono “addolciti” con bonus tecnici o servizi extra non richiesti, che servono più a giustificare il rincaro che a portare un reale vantaggio.
Tim Fisso passa da 2,99 euro a 5 euro al mese in base al profilo, mentre Fastweb ritocca le tariffe più vecchie da 1 a 3 euro al mese e con WindTre si fa da 2 a 5 euro al mese.
E poi c’è la new entry Iliad, che da gennaio ha aumentato di un euro i prezzi della fibra ottica.
Il vero problema: il “costo cognitivo”
I grandi operatori lo sanno bene: cambiare operatore richiede tempo, attenzione, energie. È su questo costo cognitivo – la fatica mentale, la burocrazia, il timore di restare senza linea – che si basa il sistema delle rimodulazioni. Più resti fermo, più paghi.
C’è però un costo nascosto forse ancora peggiore. Ed è quello che paga chi come noi ha scelto di lavorare per bene. Chi sa che vendere un servizio efficiente ha sempre un costo da sostenere. Chi s’impegna per migliorare ogni giorno, e poi si trova a competere sul mercato con grandi nomi che svendono la professionalità. Salvo poi fare silenziosamente marcia indietro, portando presto il mercato a pensare che “tanto sono tutti uguali”.
La nostra scelta: un prezzo che non cambia
Ovunque nasce proprio per rompere questo meccanismo. Niente svendite, niente rincari programmati, niente clausole nascoste.
La nostra promessa è semplice (e verificabile): prezzo bloccato per sempre, davvero.
Significa sapere oggi quanto pagherai domani. Significa poter pianificare le spese senza vivere nell’attesa della prossima sorpresa in bolletta.
Rimodulazione in corso? Ecco come recedere senza costi
Se hai ricevuto una comunicazione di aumento, la legge è dalla tua parte. In caso di modifica contrattuale, puoi recedere senza penali né costi di disattivazione.
Alcune regole fondamentali:
Rispetta le scadenze
- TIM Fisso: entro 31 marzo 2026
- Fastweb Fisso: entro 1 marzo 2026
- In generale: 60 giorni dalla comunicazione
Usa canali tracciabili (PEC)
È l’unico strumento che ti tutela davvero.
Indica chiaramente la causale
Oggetto: “Recesso per modifica delle condizioni contrattuali”
Attenzione agli apparati
- Decoder e modem vanno restituiti nei tempi indicati
- Le rate residue del modem possono proseguire senza costi extra
Perché passare a Ovunque oggi
Se ancora non l’hai fatto, cambia operatore per l’ultima volta. Passa a Ovunque.
Scegliere Ovunque significa uscire dalla giungla delle tariffe variabili e puntare su trasparenza, stabilità e assistenza reale, fatta da persone che conosci e puoi incontrare sul territorio.
Non aspettare il prossimo aumento.
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